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December 26

Natale Duemilanove

Il Natale Duemilanove mi ha insegnato davvero tanto.
 
Caro blog, ho scritto a diverse persone per questo Natale. E' giusto scriva anche a te; a te affido il compito di custodire le fila dei miei pensieri.
 
Intanto ho imparato che i regali più belli non sono fisici e tantomeno costosi. Mi è servito l'intero Avvento per cogliere il pensiero nella sua interezza e.. Ce l'ho fatta! Ho abbattuto il concetto instillato in gran quantità da tutti nella nostra mente riassumibile nel binomio "regali = Natale", il binomio che fà di questa festa qualcosa di bello per i bimbi (anche se loro, nella loro semplicità sanno andare oltre..), il binomio che illude tutti dell'esistenza di un'atmosfera natalizia. Fà strano sentire tutti dire "Il Natale non l'ho sentito quest'anno". "Non ho sentito la giusta atmosfera". Invito a chiedervi: su che basi avete fondato la vostra atmosfera? Con cosa l'avete creata? Ma soprattutto.. L'avete creata? O avete aspettato che le vetrine e le luminarie la creassero (fittiziamente) per voi? Se la vostra atmosfera non la create nell'attesa del Salvatore, non arriverà; o, al più, svanirà in fretta senza cambiare in voi nulla. Nulla.
 
Ho imparato quindi il senso del Dono. Non l'ho espresso con regali fisici, ma con tante parole. Pesate, ad ognuno ho donato le proprie, quelle che ritenevo le più appropriate. Ricevere le parole pesate per me dagli altri è stato il regalo più bello che da sempre abbia mai ricevuto. Non avevo idea di che forma avesse, questo regalo che desideravo, e finalmente ne ho scoperta una. Dico una, perché insieme ad alcune di queste parole ho ricevuto alcuni piccoli regali fisici, dal piccolo valore intrinseco ma dal gigante valore simbolico. Un'altra forma di regalo che mi ha riempito il cuore. Vi auguro di trovare il giusto senso al concetto del regalo: vi lascio questo video che mi ha toccato; http://www.youtube.com/watch?v=eVqqj1v-ZBU&feature=related
 
Ho imparato il valore di un gesto verso chi non ha nulla. Chi non ha nulla, ma sa dare il poco che possiede materialmente anche a chi ha tutto. Offrendo l'unica bottiglia che possiede, ma offrendo anche un sorriso fuori dal tempo e dallo spazio, manifestando un'emozione grande in cambio di un po' di sincero affetto. Ed è qui che il dono si fa grande: è chi non ha nulla materialmente che ha saputo dare il suo tutto, fatto di atteggiamenti, a chi ha tutto materialmente ed è tanto lacunoso nel suo essere. "Cercate la pace". Una silenziosa lezione di vita.
 
Il Natale dura sette giorni e il periodo natalizio si chiude con il dono di chi ha tutto, ma è povero dentro, a chi è misero in una culla, che è il Figlio di Dio. Gli schemi umani sono soverchiati e allora la gioia è vera. Sbaglierei se mi sentissi arrivato: spero questo sia solo il primo di una lunga serie di Natali veri. Bisogna tenere il volto alto e guardare verso la Stella: la strada è già abbastanza buia.
 
Dal cuore, un sincero augurio a tutti voi. :)
 
Con affetto,
Stefano
November 24

Questione di Lampadine - Buonanotte, di Stefano Bernabovi

 
Novembre è quasi finito e in questi ultimi giorni ha portato con se' freddo, buio e nebbia. Uscendo per Torino all'ora del tè, noti come i lampioni dell'illuminazione cittadina si infrangano nel cielo lattiginoso disseminando un bagliore anomalo sulla cappa umida che avvolge la città. Dopo una prima reazione di stupore, la seconda è quella di imbracciare il fucile e realizzare il sogno di ogni astronomo: abbattere l'inquinamento luminoso, vagare e vagare ancora distruggendo una lampadina dopo l'altra fino a non accorgersi più che c'è nebbia. Si potrebbero attribuire punteggi diversi ai vari tipi di lampadina: quelle in prossimità delle rotonde e degli incroci, di colore giallognolo, un 100 punti, mentre quelle dei lunghi rettilinei, bianche neon ormai un po' demodé, 150. Eh si, perché le prime si stanno diffondendo sempre di più, con il loro colore un po' retrò e tanto fashon da voler sembrare più vecchie delle loro vetuste colleghe bianche, destinate all'estinzione.
Allora prendi l'auto per fare prima e ti trovi immerso in una nuova realtà. Arriva la nebbia e la gente riscopre di quanti fanali la propria auto è dotata. Qualche sprovveduto (o forse sarebbe meglio dire sprovveduta) lo scopre per la prima volta e le auto si vestono fiere dei loro fendinebbia anteriori e posteriori. Peccato che vadano in pensione in fretta i ricordi di scuola guida che insegnano quando usare questi prodigi della scienza: "visibilità inferiore ai 50 metri", altrimenti i simpatici fendinebbia dan fastidio a chi segue, con la loro luce rosso marcato. E chi se lo ricorda? Qualcuno forse sì, tanti anche no. La sfilata di lanterne rosse non si fa attendere: tanto più la nebbia si taglia col grissino invece che col coltello, tanto più risaltano. Si potrebbero introdurre slogan simpatici come promemoria: "Se siete in coda a Pollon che sparge la polverina bianca, i fendinebbia non servono". Stai per imbracciare il fucile e far fuori la lampada di chi ti precede quando pensi di usare gli abbaglianti, scoprendo che in 3 casi su 4, stranamente, sortiscono l'effetto desiderato. Bastasse così poco anche in autostrada con chi si diverte a viaggiare in centro piuttosto che a destra..
Senza aver fatto danni, dopo un po' torni a casa, dove tua moglie stamattina ha cambiato la giallognola lampadina a risparmio energetico della cucina: entri e valuti di persona la bontà della sostituzione. "Caro, l'ho presa bianca che fa più luce!". Cazzo, ora ho un motivo in più per sentirmi fuori moda.
November 18

Ansia da prestazione - Buonanotte, di Stefano Bernabovi

 
L'ISTAT ha recentemente decretato con toni ufficiali che l'Italia è fuori dalla crisi, eppure aggirandosi per la città si è avvolti da una sensazione opposta. La gente è avvolta nell'ansia. Ansia da prestazione? Probabilmente sì, in tutti gli ambiti. I quotidiani gratuiti che tutte le mattine invadono la città e raggiungono i posti più impensabili recitano periodicamente e a turno che una nuova ricerca, di stampo naturalmente anglosassone, rivela che un uomo su cinque a letto non ce la fa. La gente, in ufficio e non, legge notizie, assorbe l'ira del capo e la sfighe del collega a cui capita sempre tutto e si sfoga sul cibo. Tra mezzogiorno e le due del pomeriggio, le vie del centro diventano un formicaio di cravatte alla ricerca del più succulento possibile, a patto che sia rapido: pizza, focaccia, crépe, insalata, piadina, kebab. Un business che si nutre di ansia perchè, insomma, si sa che l'ansia e il nervosismo mettono fame.
Forse invece la crisi stavolta non centra nulla, è tutta questione di tempo. Sì, perché il tempo è il paramtro dell'ansia. C'è poco tempo per tutto, il lavoro è doppio e l'orario è la metà (insieme allo stipendio) e alla fine ci si convince che anche a letto sia necessario fare in fretta. Poco tempo, molta ansia, enorme business. Come rilassarsi se non tuffandosi in fiere e mercati nel weekend? Sono ancora più di 40 i giorni a Natale ma ecco il fattore tempo intervenire di nuovo, al contrario stavolta. Così, dal giorno dopo la festa di Tutti i Santi ogni mercato è natalizio, ogni supermercato che vende luminarie diventa "Paese di Natale" e la "tradizione" natalizia rifiorisce portando storie di folletti, babbi volanti e renne parlanti, senza traccia di un bambino in una mangiatoia. Forse è un'immagine un po' troppo "out" e che riporta alla mente il periodo di crisi. Così, meglio nasconderla. Tanto basterà il tempo perso in coda per uscire dal parcheggio o per aggirare il mercato nella via principale per riportare a tutti la loro sana dose nervosismo e ansia in vista della settimana. Ormai non se ne può più vivere senza.
October 03

30 Agosto - 30 Settembre

Un mese di Musica..

Chiudevo il mese di Agosto pubblicando Same Mistake di James Blunt, proseguendo con Veleno dei Subsonica e Where the Story Ends dei The Fray.
Un Settembre che si apriva con qualche colonna sonora e che è proseguito all'insegna della Musica appunto.

4 Settembre, Feletto, si inaugura l'Organo restaurato. Concerto del mio insegnante che suona un pezzo di Padre Davide che ricordo volentieri di quella sera. Bellissimo strumento, bel concerto, serata leggera in compagnia di Martina che avevo sempre e solo conosciuto di vista..

6 Settembre, Albiano, concerto dell'Orchestra di archi della scuola Suzuki, in compagnia di Giorgia.. In programma Vivaldi e tanta altra roba, purtroppo il pezzo più bello è dell'autore di cui non ricordo il nome.. :) diciamo che il concerto ci mise fame.. (Parigina con funghi o Prosciutto e funghi con panna? uhmm..)

12 Settembre, Milano, Mixed Reality Performance: una serata in Sirikata. Penso che ci vorrebbe un intervento solo per spiegare questo esperimento musicale, riassumibile in "musica prodotta tra il mondo reale e i mondi virtuali, tra strumenti acustici ed elettrici e laptop dislocati tra Italia e USA, il tutto riprodotto in 8 punti di una stanza nella quale si sta al centro per essere immersi nell'esperienza sensoriale". Insomma, una cosa a cavallo tra musica e tecnologia che solo ai miei colleghi di viaggio Marco e Sanfi poteva interessare.. Da citare il brano minimalista iniziale piuttosto interessante, "In C" di Terry Riley.. Vorrà dire "In Do" o "In (linguaggio) C?" :)

17 Settembre, Torino, concerto dell'Orchestra Sinfonica della Rai nel suo auditorium. In programma brani dal Giappone di Hosokawa, dalle sonorità decisamente distanti e per questo interessanti a loro modo. Da citare, sicuramente le percussioni e il sho tipicamente giapponesi. Curioso..

21 Settembre, Milano, concerto della Filarmonica della Scala al Palasharp. Viaggio con Cristina e Giorgia alla scoperta dell'autore non conosciuto tra i tre in programma. Bellissima apertura con Rossini e il suo Guglielmo Tell, proseguendo con Verdi per finire con i "Tableaux d'une exposition" di Musorgskij trascritti per orchestra da Ravel: una mezz'ora di Musica che riascolto spesso, molto spesso.. Bellissimi.

Settembre finisce con l'ascolto, negli ultimi giorni, del nuovo album dei Muse: alternative rock e classico a nozze. Un lavoro interessante..

Settembre lascia il posto a Ottobre. Che cosa aspettarsi? Musicalmente inizia la stagione concertistica di Polincontri e le stagioni musicali dei teatri, delle orchestre e chi più ne ha più ne metta.. Questo avvicinamento alla Musica da ascoltare ha fatto nascere qualcosa di nuovo in me.

Così sia..
September 05

Where The Story Ends

Trying not to lose my head but i have never been this scared before
Tell you what i'll do instead, lay my body down on the floor
To forget what i've done, silhouette til the good lord come

All we know is distance
We're close and then we run
Kiss away the difference
I know you hate this one

Trying not to lose your own, boxing up everything, you've got
All you ever knew of home, you're scared scared to see
Your mother there in the door, you wonder where did the years go

All we know is distance
We're close and then we run
Kiss away the difference
I know you hate this one
But this is how the story ends
Or have we just begun
To kiss away the difference
I know you hate this one

The violins make no sound
And i begin to feel the ground

All we know is distance
We're close and then we run
Kiss away the difference
I know you hate this one
But this is where the story ends
Or have we just begun
To kiss away the difference
I know you hate this one
 
 

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Giovanni Allevi, Il Bacio

 

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